Incapacità Gestionale

Qualche giorno fa ci segnalano questo fatto: “Stamattina mi sono recata a Prato Sardo presso l’Ecocentro di Nuoro Ambiente per confluire dei rifiuti speciali (quantità esigua) e non sono stati in grado di fornirmi informazioni per quanto riguarda lo smaltimento.
Ho provveduto a chiamare il Comune per chiedere informazioni ed è emersa la solita trafila burocratica e le solite “deve chiamare qua e la”. Mi è stato detto che avrei dovuto chiamare un Geometra del Comune per informazioni, che avrei dovuto compilare dei moduli, fare una richiesta, PAGARE e poi attendere l’ok per poter confluire (forse!) nella discarica di “Su Berrinau”…
Con tutti i problemi delle discariche abusive, complice come sempre una ignoranza e maleducazione diffusa, mi chiedo cosa debba fare un cittadino per smaltire quei materiali che non vengono ritirati a prato sardo?”
Ottima domanda, ma non é semplice rispondere perché il più delle volte tendono a scaricarsi le responsabilità a vicenda.
Possiamo solo dire che secondo noi il Comune di Nuoro dovrebbe affrontare questa problematica in modo diverso, indubbiamente più incisivo, non è concepibile che una persona per smaltire un qualsiasi tipo di materiale debba perdere ore tra telefonate e giri con la macchina per cercare di risolvere un problema che non dovrebbe esistere. Il problema delle discariche abusive (oltre che per la maleducazione e l’inciviltà della gente) nasce anche a causa di questi problemi. Come può una persona che sta facendo il suo dovere sentirsi dire: deve chiamare il geometra, deve compilare dei moduli, fare una richiesta, deve PAGARE, attendere l’ok per poter confluire… MA STIAMO SCHERZANDO? Stiamo rasentando il ridicolo. Urge un cambiamento serio.

Annunci

ORTOBENE, GLI STUDENTI RESTANO ”A TERRA”: «IL BUS PASSA QUANDO NON SERVE

image

#ORTOBENE, GLI STUDENTI RESTANO ”A TERRA”: «IL BUS PASSA QUANDO NON SERVE»

E’ uno scandalo che ancora oggi l’Ortobene non sia servito dagli autobus. Il Presidente dell’Azienda Trasporti Pubblici #ATP dice che garantiranno il servizio quando ci saranno più numeri… Ma stiamo scherzando? e fino ad allora chi ci penserà? Non tutti hanno la possibilità di portare i ragazzi a scuola o di spostarsi col proprio mezzo fino a #Nuoro.
Questo è un gravissimo disservizio che si aggiunge agli altri disservizi che oggi ci sono al monte Ortobene. Caro Comune di Nuoro prima di parlare di rilancio dell’Esit pensate a tutelare i Cittadini.

 

Videolina

Alberi “capitozzati”, ambientalisti in rivolta: “Così le piante rischiano di ammalarsi”

La potatura radicale nelle vie cittadine provoca la reazione dei soci di Salvaguardia dell’Ortobene

NUORO. Alberi “capitozzati”: la protesta diventa green. La potatura estrema regalata dall’amministrazione comunale a numerosi alberi del centro cittadino sta scatenando da giorni la protesta di ambientalisti, residenti e associazioni.

Accuse e malumori raccolte dall’associazione cittadina a tutela dell’ambiente Salvaguardia Monte Ortobene che in una nota denuncia «lo scempio perpetrato nella nostra città ai danni del verde pubblico».«Non è concepibile e non rimaniamo in silenzio ad assistere al taglio indiscriminato degli alberi che adornano la città – sottolinea Pietro Mureddu presidente dell’associazione Salvaguardia Monte Ortobene -. Non accettiamo nel modo più assoluto che le piante disseminate lungo le vie cittadine vengano ridotte a pali della luce con potature selvagge effettuate con il solo scopo di risparmiare e fare in fretta. La letteratura scientifica in tal senso boccia sonoramente la pratica della capitozzatura, la quale è foriera di patologie fungine, carie, tumori, deficit nutritivo, perdita di riserve energetiche e marciumi radicali».

Secondo il presidente alla guida dell’associazione a tutela dell’ambiente la priorità deve essere la tutela del verde pubblico cittadino, «che costituisce l’arredo verde urbano – spiega -. Verificare che godano di buona salute e se malati censirli, eliminarli e sostituirli deve essere una delle priorità».

Eseguire la capitozzatura, sempre secondo l’associazione, significa esporre consapevolmente alberi sani alla aggressione di patogeni, e quindi al deperimento fino alla morte. «Inorridiamo davanti a simili lavori eseguiti da persone improvvisate che mostrano di non avere le più elementari nozioni botaniche e di salvaguardia del verde pubblico – denuncia con forza Mureddu – la gestione della quale deve essere affidata necessariamente a professionisti del settore a garanzia della tutela del verde e quindi dei cittadini che ne usufruiscono».

Rimostranze alle quali Giuliano Sanna, assessore comunale all’Ambiente, risponde sottolineando la necessità «di una scelta difficile ma obbligata. Capisco che per ragioni estetiche la capitozzatura possa non essere considerata la migliore soluzione, ma tale intervento è indispensabile nella maggior parte delle piante per una questione di incolumità pubblica, in virtù del precario stato fitosanitario in cui versano la maggior parte di esse».«Inoltre – continua l’assessore Sanna – dovendo fare i

conti con le esigue risorse di bilancio, la scelta dell’intervento è diventata la soluzione più ragionevole. L’amministrazione ricorda che tra l’estetica e l’incolumità dei cittadini, a parità di risorse economiche, la scelta della capitozzatura è l’unica strada percorribile». (s.v.)

CAPITOZZATURA: IL CAPITOLATO DICE ALTRO

LA NOSTRA RISPOSTA ALL’ARTICOLO DEL DIRETTORE DELLA CONFIMPRENDITORI.
27858740_2009763882409966_7703775278794148176_n
Basterebbe leggere gli atti, informarsi, conoscere ciò di cui si parla per evitare figuracce. Noi abbiamo fatto così. Abbiamo letto. Ci siamo documentati. Nel capitolato relativo alla “gara per l’affidamento di interventi di potatura ordinaria e straordinaria di alberature ad alto e medio fusto in varie vie cittadine” c’è scritto, a pag. 4 all’art. 5.3, che «è fatto divieto assoluto di far ricorso alla tecnica della “capitozzatura” che sarà eseguita solo a seguito di autorizzazione specifica della Direzione dei Lavori e per casi del tutto eccezionali». Nero su bianco. La capitozzatura è assolutamente vietata! È scritto perfino nel capitolato. Sarebbe bastato verificare gli atti, insomma. Studiare. Per questo motivo siamo rimasti molto sorpresi dalle parole del sig. Seddone, rappresentante dell’associazione Confimprenditori. Intanto perché in questo caso ha dimostrato di non avere conoscenza completa degli atti, e poi perché piuttosto che difendere gli imprenditori che si sono lamentati, anche in questi giorni, ha preferito attaccare noi. Poca conoscenza degli atti ma anche poca conoscenza di quanto importanti esperti affermano. Il Dott. Francesco Ferrini del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente – Università di Firenze, per esempio, dice: «L’approccio alla potatura dovrebbe sempre tener conto che la migliore potatura è quella che si origina da un obiettivo ben definito e da una pianificazione ben precisa che non deve essere guidata dalla logica appaltatoria basata sulla offerta economicamente più bassa, bensì sulla conoscenza degli effetti che le operazioni di potatura esercitano sul comportamento dell’albero. La capitozzatura consiste, come è noto, nel drastico raccorciamento del tronco o delle branche primarie (sbrancatura) fino in prossimità di questo. Questa operazione è una delle principali cause delle cattive condizioni in cui versano molti alberi ornamentali. Il tronco capitozzato viene infatti lasciato dal taglio senza difese e così i tessuti, anche nelle specie con buona capacità di compartimentalizzazione, iniziano a morire dalla superficie del taglio stesso verso l’interno. Inoltre la corteccia viene improvvisamente esposta ai raggi solari, con un eccessivo riscaldamento dei vasi floematici più superficiali, che sono danneggiati. La capitozzatura è perciò un’operazione che deve essere evitata ogni volta che sia possibile. Nel caso in cui non esistono alternative, si dovrà operare in modo da ridurre al massimo i danni per la pianta». Siamo disposti a confrontarci e a raccogliere i suggerimenti di tutti, ma non certo a prendere lezioni da chi dimostra di avere una conoscenza piuttosto approssimativa delle cose. Crediamo che, anche in questa città, più che improbabili e zoppicanti difese d’ufficio, serva conoscere i problemi, studiarli. Per trovare le soluzioni migliori. Ci auguriamo quindi, per il futuro, che ci si possa confrontare sulle cose da fare onestamente e senza pregiudizi. Con lo spirito autentico di chi vuole che le cose vadano meglio e non di chi, per motivi che a noi sfuggono, fa finta di non vedere quello che invece non va.
27972280_2009763805743307_6486766914812192397_n

Salvaguardia Monte Ortobene una garanzia.

27857895_2006409436078744_1424892784532009373_n

Anche questa l’abbiamo fatta, grazie a tutti voi che come sempre siete FAVOLOSI, è stata una bellissima Domenica all’insegna del verde e dei bambini, vederli correre e giocare è sempre un grande piacere. 😊😊
Un ringraziamento speciale va alla Famiglia Salvietti che ci ha accolto nella sua proprietà calorosamente e ci ha reso partecipi del loro bellissimo lavoro. Grazie!! Grazie!!
In questo periodo hanno provato a boicottarci in tutti i modi, persino dicendo che il nostro gruppo è troppo grande e che a causa del peso antropico rischiamo di creare danni al suolo e all’ecosistema… Noi invece crediamo che più siamo e meglio è, più siamo e più gente conosce le nostre bellezze e la nostra storia, più siamo e più ci divertiamo, perciò voi attaccateci e attaccatevi al peso antropico che noi ci divertiamo.

Sette buone ragioni per opporsi alla capitozzatura

Ho voluto condividere parte di questo articolo perché ritengo che si debba fare qualcosa di concreto per evitare che questo scempio si continui a vedere nelle nostre città.capitozzatura-770x470

Le ragioni del no alla capitozzatura

Secondo la Società internazionale di arboricoltura, sono almeno sette le ragioni per dire no all’attuale modo di trattare gli alberi e in particolare alla barbara pratica della capitozzatura.

  1. Sviluppo di malattie, funghi e parassiti. I monconi di un albero capitozzato formano ferite difficili da rimarginare (anche perchè quasi mai sui tagli viene messo l’apposito mastice cicatrizzante). Al contrario questi tagli e cavità vengono rapidamente attaccati e colonizzati da funghi, spore, insetti e parassiti vari che intaccano ulteriormente la struttura del legno, rendendolo ancora più fragile (e quindi giustificando poi il successivo taglio dell’albero).
  2. Ricrescita accelerata dei rami deboli. La pianta reagisce alla capitozzatura gettando nuovi rami epicornici, ovvero che spuntano dalle gemme secondarie sparse nel tronco. Si tratta però di rami deboli, con attaccatura fragile, che la pianta produce in gran quantità per ricostruire al più presto la necessaria massa fogliare. Il risultato è che in poco tempo avremo una gran quantità di rami ma più fragili e pericolosi, una chioma squilibrata ed una forma dell’albero che comunque si presenterà poco armonica e meno bella. Tra l’altro per ogni ramo tagliato muore anche una o più radici, con un indebolimento strutturale della pianta che, ricordiamo, nei casi di alberi maturi è sottoposta alla base a forze di trazione pari anche a 200 t., per esempio nelle giornate di vento. Insomma una situazione complessiva che “chiamerà” la necessità di nuove potature.
  3. Aggravio dei costi. Per i motivi precedenti l’uso pesante della motosega, anche se dà la sensazione di poter risparmiare, in realtà crea situazioni che richiederanno presto nuovi interventi di manutenzione (ma forse è proprio ciò che si vuole!).
  4. Deficit nutritivo e indebolimento generale. Qualunque intervento che rimuova più di 1/3 della chioma modifica il metabolismo dell’albero causando un deficit di sostanze nutritizie ed abbassando le difese immunitarie dell’albero nei confronti di vari patogeni (soprattutto in un ambiente insalubre come quello urbano).
  5. Shock solare. Riducendo o eliminando la chioma si espone la corteccia del tronco e dei rami residui all’azione diretta dei raggi solari, che producono delle vere e proprie scottature.
  6. Brutture. Inutile dire che gli alberi capitozzati sono penosi, brutti a vedersi e fanno tanta tristezza. Sino a quando non ripristina la chioma, la pianta apparirà come mutilata e sfigurata, privata della sua importante funzione estetica.
  7. Morte dell’albero. Alcune specie, come ad esempio i faggi , mal sopportano le potature e la riduzione improvvisa del fogliame facilmente porta alla morte della pianta.
    Insomma le capitozzature sono inutili, brutte, costose e dannose, mentre le potature, fatte sempre da specialisti, andrebbero limitate solo alle situazioni di reale pericolo (es. rami secchi o pericolanti). La miglior potatura comunque rimane sempre quella che non si vede, che non stravolge la forma e la fisiologia della pianta.

Da notare poi che per legge nazionale (n.10/2003 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) tutti i comuni con più di 15.000 abitanti sono obbligati a dotarsi di un catasto degli alberi e di un regolamento di buona gestione del verde, mentre a fine mandato gli amministratori devono produrre un “bilancio del verde” in cui dimostrate il proprio operato in materia di verde urbano.
No dunque alle capitozzature degli alberi, sì al diritto della pianta di crescere con i suoi rami liberi verso il cielo. A sostegno di tutto ciò possiamo infine aderire alla bella campagna promossa dalla rivista Terra Nuova.

Qui troverete l’articolo completo: Opporsi alla capitozzatura

Amministrazione Assente

Qualche amministratore del Comune di Nuoro all’ultima riunione del #CdPI ha sghignazzato sull’operato della nostra associazione riguardo la richiesta di riperimetrazione della #ZPS monte Ortobene… Si, confermiamo, noi per il bene dell’Ortobene vorremo la riperimetrazione della ZPS nella zona di Jacu Piu, perchè una ZPS all’interno della zona cacuminale, dove ci sono abitazioni e parchi pubblici non serve a nulla, se non ad aggiungere un ulteriore vincolo che si accavalla ad altri vincoli favorendo così la spopolazione e annientando completamente il turismo, che nelle nostre zone serve tutto l’anno e non soltanto in estate.

Seguiteci su Facebook

Salvaguardia Monte Ortobene

Sa Conca (escursione)

Domenica 11 Febbraio 2018 andremo a visitare l’ovile Sa Conca della famiglia Salvietti, proseguiremo verso Punta Pale e Casteddu, Sa Conca e Pasqualinu (Rifugio del noto bandito Pasqualino Panedda) per arrivare a sa Terra Ruja, dove potremo ammirare i ruderi della casetta dei capirari, unico esempio rimasto sull’Ortobene delle misere casette dei pastori. Mura larghe di pietre e ludru, fango impastato, tegole tenute strette e fisse da pietre posate strategicamente sopra, sas istradeddas, le lastre esterne di granito dove porre su malune ‘e s’abba e su guppu, (recipiente e mestolo per l’acqua), insomma tanta tanta storia.
Un percorso adatto a tutti coloro che volessero trascorrere una giornata in mezzo alla natura, circondati dal fantastico verde dell’Ortobene.
La visita comprenderà alcune tappe lungo il percorso fino ad arrivare ai ruderi della casetta di.
Partiremo dal piazzale della Solitudine per raggiungere con la macchina il parcheggio del parco di Sedda Ortai per poi proseguire a piedi.
Una giornata ideale che vi porterà a scoprire insieme a noi, gli innumerevoli tesori che il monte custodisce e che non tutti conoscono o anche solo per una piacevole passeggiata in compagnia.
L’escursione è accessibile a chiunque abbia motivazione personale e voglia di conoscere, non è accessibile a chi ha difficoltà dovute alla salute o problemi fisici.
E’ preferibile munirsi di scarpe comode o da Trekking, uno zainetto con una bottiglia d’acqua e uno spuntino.
L’escursione terminerà in tarda mattinata.

Il programma di Salvaguardia Monte Ortobene previsto per l’annualità 2018/19 sarà arricchito nei mesi a venire con nuove ed innumerevoli iniziative.

Difficoltà: MEDIA

– Incontro presso il parcheggio del parco di Sedda Ortai ore 09:15.
– Per chi non sapesse dove si trova il parco di Sedda Ortai l’appuntamento è alle ore 09:00 alla Solitudine, la partenza in macchina fino al parcheggio del parco Sedda Ortai è alle ore 09:15.

Guida: Justin Puggioni

I NOSTRI EVENTI SONO COMPLETAMENTE GRATUITI.

CHI VORRA’ POTRA’ SOSTENERE L’ASSOCIAZIONE SALVAGUARDIA MONTE ORTOBENE CON UNA DONAZIONE.

Per info e iscrizioni:
monteortobene.nu@gmail.com
tel. Pietro: 3401282115 – Alberto: 3934278708 – Justin: 3276308236

Sa Conca

Salvaguardia Monte Ortobene26805096_1977859948933693_8019928147356106912_n.jpg

Associazione Salvaguardia Monte Ortobene

ASSOCIAZIONE SALVAGUARDIA MONTE ORTOBENE

Associazione d’iniziativa Salvaguardia e Tutela Ambientale, Paesaggistico Rurale e di azione sociale denominata “Salvaguardia Monte Ortobene”. L’Associazione si propone di effettuare opera di diffusione e divulgazione sulle tematiche ambientali ed ecologiche mediante:

• Promuovere, difendere e sviluppare risorse ambientali, naturali e rurali perseguendo finalità di ordine culturale e sociale.

• Potenziare le aree giochi già esistenti e valutare nuove attività turistiche.

• Favorire la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza, delle Imprese, degli Enti e delle Istituzioni in favore della tutela e della valorizzazione ambientale con particolare interesse agli aspetti ecologici, turistici e artigianali.

• Promuovere azioni di marketing territoriale per la salvaguardia e lo sviluppo delle risorse ambientali locali.

• Coinvolgere scuole e università per attività didattiche in bosco atte a diffondere maggiore consapevolezza e competenza in materia ambientale.

• Organizzazione di convegni, eventi o altre manifestazioni ( culturali, agronomiche e enogastronomiche ), oltre a dibattiti e videoconferenze.

L’Associazione é finalizzata a promuovere iniziative sociali e culturali con particolare interesse per l’ambiente, per il tempo libero, per la scuola, per il turismo, per la salute, per la solidarietà umana e sociale, per l’educazione ambientale e la completa valorizzazione dei beni ambientali e dei siti archeologici.

L’associazione potrà dare la sua collaborazione oltre che alle istituzioni di Stato e Regione, anche ad altri Enti per lo sviluppo di iniziative e salvaguardia che siano dirette all’evoluzione delle Compagnie Barracellari, Guardie Ecologiche Volontarie, Protezione Civile e delle loro mansioni di legge. Per conseguire tali obiettivi è proiettata ad interagire con persone, Enti, Associazioni ma anche Istituzioni scolastiche. E’ possibile consultare lo Statuto per una più completa conoscenza della nostra Associazione, sulla nostra pagina Facebook Salvaguardia Monte Ortobene nella sezione NOTE.

Sulla pagina si trovano tutte le notizie relative alle attività dell’Associazione e le modalità per tesserarsi con tutti i vantaggi connessi. Nello stesso tempo l’Associazione offre la disponibilità a collaborare alle iniziative sopra citate.

Presidente: Pietro Mureddu

Vicepresidente: Alberto Aretino

19895105_1805112546208435_5826890962558082710_n